Formazione continua: non un obbligo ma un privilegio

La formazione continua rappresenta uno dei pilastri della nostra professione. Non si tratta solo di adempiere ad un obbligo deontologico, ma di un vero e proprio impegno verso la qualità del nostro lavoro e verso le persone che si affidano a noi.

Anche quest’anno ho conseguito un numero di crediti formativi superiore al minimo richiesto, non per dovere ma per convinzione:

la formazione è una risorsa preziosa, capace di aprire nuovi orizzonti, di stimolare il pensiero critico e di offrire strumenti sempre più adeguati ad un contesto giuridico in costante evoluzione.

Essere avvocata oggi significa confrontarsi con normative mutevoli, innovazioni tecnologiche, nuovi diritti e nuove esigenze sociali. Senza un aggiornamento costante, rischieremmo di perdere il contatto con la realtà che siamo chiamate e chiamati a interpretare e tutelare.

La formazione più efficace, a mio avviso, è quella mirata, costruita sulle proprie aree di interesse e sulle esigenze concrete della professione. È in quei momenti che si creano connessioni, si approfondiscono tematiche, si affinano competenze realmente utili.

Peccato che il tempo non sia mai sufficiente per dedicarvi quanto si vorrebbe, perché ogni occasione formativa rappresenta un momento di crescita non solo professionale, ma anche personale.

Coltivare la formazione significa mantenere viva la curiosità, la passione e il senso di responsabilità che contraddistinguono il nostro ruolo.

Nell’ultimo anno ho orientato la mia formazione verso temi che intrecciano il diritto con la dimensione umana e sociale della professione: la parità di genere, la deontologia, la comunicazione, i diritti delle persone e la giustizia in senso ampio.

Molti di questi eventi (La tutela antidiscriminatoria nel rapporto di lavoro, Il ruolo del denaro nella violenza economica, Diritti e le discriminazioni della comunità LGBTQIA+) sono stati organizzati dal Comitato Pari Opportunità dell’Ordine degli Avvocati di Prato, che ho l’onore di presiedere, e rappresentano per me non solo occasioni di crescita personale, ma anche momenti di confronto e di condivisione di valori fondamentali per la nostra professione: rispetto, inclusione, consapevolezza e responsabilità.

Inoltre non sono mancati momenti di aggiornamento su materie civilistiche e istituti innovativi, come la mediazione o la negoziazione assistita familiare, la composizione negoziata della crisi d’impresa e le novità del correttivo Cartabia in materia esecutiva.